“Confermo la volontà di collaborare con la Giustizia. L’ho deciso per dare un futuro a mio figlio, per cambiare vita, perché sono stato vittima di diversi tentativi di omicidio, perché vorrei condurre una vita da normale cittadino, e perché sono dispiaciuto e pentito per quello che ho fatto: ho commesso direttamente 5 o 6 omicidi ma sono coinvolto in più di 10, la maggior parte susseguenti al mio tentato omicidio»

Sono le prime dichiarazioni rese il 20 marzo nel carcere di L’Aquila al PM della Dda Ettore Cardinali e agli investigatori da Marco Raduano, 40 anni, viestano, a capo dell’omonimo clan di Vieste della mafia garganica, detto «Pallone», condannato a 19 anni per traffico di droga e all’ergastolo (in primo grado) per mafia, due omicidi e 1 agguato fallito.

E’ stato catturato dai ROS il 2 febbraio a Bastia (in Corsica) dopo quasi un anno di latitanza: evase il 24 febbraio 2023 dal carcere di Nuoro dove scontava la condanna per droga.

Fonte:

La Gazzetta del Mezzogiorno

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