Dai Monti Dauni alle aule di Palazzo Madama. Quella che a ottobre sembrava solo una proposta coraggiosa lanciata da Massimo Venditti, sindaco di Celenza Valfortore, oggi è diventata la base di un Disegno di Legge ufficialmente in discussione alla Commissione Finanze del Senato.
L’obiettivo è fermare l’emorragia demografica delle aree interne toccando il tasto più sensibile: il portafoglio. Il provvedimento, che ha incassato il sostegno di numerosi sindaci di Monti Dauni, Molise e Campania, mira a rendere economicamente vantaggioso il trasferimento nei piccoli comuni.
Cosa prevede il Disegno di Legge (e chi riguarda) Il testo, che vede come primo firmatario il senatore di Fratelli d’Italia Domenico Matera e come relatore il vicepresidente della commissione Finanze Filippo Melchiorre, propone un regime fiscale agevolato di lunga durata. Nel dettaglio, chi sposta la propria residenza fiscale in un comune delle aree interne potrà beneficiare per 15 anni di un’imposta sostitutiva dell’Irpef, forfettaria e bloccata al 4%.
Attenzione però alla platea attuale: la misura, così come è scritta nel Ddl in esame, riguarda i redditi prodotti all’estero e le pensioni erogate a cittadini oggi residenti in Paesi extra UE.
La battaglia di Venditti: “Includiamo chi è in Italia” Proprio su questo punto si innesta la richiesta politica del sindaco di Celenza. «È un passo che conferma la validità della nostra battaglia e rende concrete le parole spese sulle aree interne», commenta Venditti, che però chiede al Governo di allargare le maglie del provvedimento durante l’iter parlamentare.
La richiesta è precisa: estendere gli incentivi non solo a chi rientra da oltreoceano, ma anche agli emigrati che oggi vivono nelle grandi città italiane o in Europa e che, una volta in pensione, vorrebbero tornare a casa. «Chiediamo di ampliare il provvedimento agli emigrati in Italia e prevedere agevolazioni fiscali anche per le imprese che investono qui», rilancia il sindaco.
La sfida contro il tempo L’approdo in Commissione arriva a breve distanza dall’incontro romano dei sindaci delle aree interne, a cui avevano partecipato anche i senatori Melchiorre (FdI) e Francesco Boccia (PD). Ora la palla passa alla politica nazionale: la sfida è trasformare la bozza in legge e, possibilmente, renderla uno strumento utile anche per far tornare i tanti montanari trasferitisi al Nord Italia.



